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  • Maddalena Giovannelli su Stratagemmi

Chiara Frigo: incontrarsi sul dancefloor


Incontrarsi in uno spazio pubblico per danzare, trovare sollievo delle angustie di lavoro e vita fa bene alla salute: la sapienza antica delle balere di nonni e bisnonni oggi viene riscoperta come antidoto alle accelerazioni disumane del turbocapitalismo e all’incorporeità del digitale. I dati offrono un riscontro tangibile della sete di esperienze che promettono ricerca sul corpo e possibilità di interazione: i laboratori, i corsi di danza e di balli popolari, le call che cercano performer tra i cittadini ottengono ovunque un notevole e crescente successo.

In questa prospettiva si è diretta Chiara Frigo con Ballroom, un progetto che ha mosso i primi passi nel 2013 e che è approdato in questa occasione ad Ostia. Attraverso un laboratorio di poche giornate, la Frigo coinvolge un gruppo di cittadini, condividendo con loro alcune semplici istruzioni coreografiche. A questa piccola comunità si unisce nel momento della performance un’altra cerchia, quella degli spettatori che vogliono prendere parte alle danze: l’atmosfera riprodotta è quella della balera, con luci colorate e vestiti buoni tirati fuori per l’occasione. E poi bigliettini, confidenze mormorate all’orecchio, ricordi del primo amore.

In una cornice effimera di festa e di gioco, Ballroom ci offre una riflessione non banale sulle potenzialità dell’aggregazione e della socialità oggi. Si riscoprono la dimensione del piacere – di danzare, ma non solo –, il bisogno di riconquistare nello spazio pubblico un posizionamento non necessariamente transitorio, la necessità di sospendere per un certo tempo le proprie abitudini di comportamento. Una piccola effimera comunità, inefficiente e improduttiva, si ritrova nel semplice atto di stare con l’altro.


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